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Mese: febbraio 2016

Il limite come risorsa

Il limite come risorsa

Come per i centri storici, gli unici interventi oggi ammissibili per tutelare il paesaggio debbono far riferimento al restauro e alla manutenzione. Restauro e manutenzione sono quasi la stessa cosa, con la differenza che se si facesse sempre manutenzione il restauro non sarebbe necessario. La discussione sulla metodologia operativa da adottare nel restauro (anche per i centri storici) è sempre aperta. Le tecniche non sempre sono appropriate, gli esecutori degli interventi non sempre sono adeguati. Troppo forte è stato il cambiamento per ritrovare le abilità e competenze degli antichi mestieri, così come trovare esperti di manutenzione (o di restauro) che siano tecnici specializzati gratificati dal lavoro che svolgono.

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Rigenerare il pensiero urbano

Rigenerare il pensiero urbano

E’ ormai assodato che la ricchezza di un territorio sia definita dalla sua capacità di rinnovarsi attivando i propri spazi per costruire reti e risorse, occasioni di crescita culturale, sociale ed economica. Con oltre sei milioni di edifici inutilizzati, in Italia è presente un patrimonio edilizio che rappresenta una difficile sfida ma anche una straordinaria opportunità di rigenerazione per molte aree del paese.

 

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Pillole di tecnologia costruttiva

Pillole di tecnologia costruttiva

La “seconda pelle” degli edifici.

La storia della facciata ventilata ha origine nei paesi del nord europa quando si pensò a trovare una soluzione che fosse necessaria a proteggere dall’acqua e dall’umidità le costruzioni in legno. I primi edifici a sperimentare la tecnica rudimentale della “seconda pelle” furono i fienili, che ancora prima delle abitazioni dovevano proteggere anche le fonti di sostentamento degli animali e di conseguenza dell’uomo, venne così sperimentato un sistema capace di drenare e ventilare i muri perimetrali portanti.

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Pillole di bioclimatica

Pillole di bioclimatica

IL RAFFRESCAMENTO PASSIVO DEGLI EDIFICI NELLE ZONE A CLIMA TEMPERATO

L’espressione “raffrescamento passivo” si riferisce a tutti quei processi di dispersione del calore che avvengono naturalmente senza l’adozione di strumenti meccanici o il consumo di energia. L’utilizzo generalizzato di impianti di condizionamento comporta consumi consistenti di energia e contribuisce in modo rilevante all’aumento dell’inquinamento atmosferico il recupero delle tecniche naturali di raffrescamento può essere, nella maggior parte dei casi, sufficiente alle nostre latitudini a ristabilire le condizioni di comfort all’interno degli edifici, limitando consumi energetici ed emissioni inquinanti.

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Spazio e tempo nella società moderna

Spazio e tempo nella società moderna

«La funzione principale di una città è di trasformare il potere in strutture, l’energia in cultura, elementi morti in simboli viventi di arte, e la riproduzione biologica in creatività sociale.»

(L.Munford 1895–1990, urbanista e sociologo statunitense)

La nostra società ha un rapporto sregolato col tempo. Siamo travagliati da una profonda contraddizione; per sopravvivere e prosperare (per essere moderni) dobbiamo proiettarci sempre più nel futuro, eppure siamo senza progetto. Le nostre città (le città europee) da alcuni decenni sono anche esse proiettate verso uno sviluppo crescente, verso l’infinito. Hanno adottato il tempo vettoriale, travolgendo i secolari confini.

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Il carico ambientale delle megalopoli

Il carico ambientale delle megalopoli

Le megalopoli del mondo, ovvero quelle conurbazioni complesse di oltre 10 milioni di abitanti, rendono conto del 9% del consumo di elettricità globale, del 10% del consumo di carbonfossili e del 13% nella produzione di rifiuti solidi. Questi risultati, pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences dal team di ricerca presieduto dal Prof. Christopher A. Kennedy dell’Università di Toronto, ha valutato in modo analitico i flussi di consumi e produzioni di scarto delle 27 megalopoli mondiali. La continua urbanizzazione a cui si sta assistendo nell’ultima decade, è uno dei fenomeni sociali ed ambientali più evidenti che sta portando il pianeta ad un crescente stress produttivo.

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Il futuro dell’edilizia

Il futuro dell’edilizia

PENSARE IN CHIAVE NEAR NET ZERO ENERGY BUILDING.

Verso quale direzione sta andando il comparto dell’edilizia? Qual è il futuro dell’edilizia? Questa sono sicuramente quelle che potremmo individuare come “faq” di ognuno degli operatori di questo campo. Non possiamo non pensare a quello che sarà lo sviluppo per edifici del futuro, siano essi di nuova costruzione che in ristrutturazione, senza mettere in primo piano un approccio del progetto al consumeo energetico per il loro funzionamento ed il loro impatto sull’ambiente ovvero sulla qualità e comfort della vita dei suoi abitanti. Ecco che la questione degli edifici ad energia quasi zero non può essere elusa.

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Inerzia termica dell’involucro edilizio: il regime estivo

Inerzia termica dell’involucro edilizio: il regime estivo

La progettazione di sistemi e soluzioni atti a contenere i consumi energetici nell’edilizia, è tradizionalmente legata all’idea di rendere le abitazioni capaci di trattenere il calore prodotto al loro interno (apporti termici diretti ed indiretti) durante il regime invernale. Questo ha fatto in modo che la ricerca sul limitare le dispersioni termiche durante il periodo invernale si affinasse sempre più fino ad arrivare alle soluzioni tecnologicamente avanzate odierne riguardanti i componenti principali dell’involucro stesso, ossia componenti opachi e finestrati, sia verticali che orizzontali, ed eliminazione dei ponti termici di varia natura.

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