Il futuro dell’edilizia

PENSARE IN CHIAVE NEAR NET ZERO ENERGY BUILDING.

Verso quale direzione sta andando il comparto dell’edilizia? Qual è il futuro dell’edilizia? Questa sono sicuramente quelle che potremmo individuare come “faq” di ognuno degli operatori di questo campo. Non possiamo non pensare a quello che sarà lo sviluppo per edifici del futuro, siano essi di nuova costruzione che in ristrutturazione, senza mettere in primo piano un approccio del progetto al consumeo energetico per il loro funzionamento ed il loro impatto sull’ambiente ovvero sulla qualità e comfort della vita dei suoi abitanti. Ecco che la questione degli edifici ad energia quasi zero non può essere elusa.

La data entro la quale anche l’italia dovrà rispettare la direttiva europea 2010/31/UE sui così detti NZEB non è così lontana e anche grazie al DL 63/2013:  il 1 gennaio 2019 la norma si applicherà a tutto il comparto degli edifici pubblici, mentre dal 1 gennaio 2021 anche gli edifici privati non potranno non essere concepiti secondo questa normativa.

Senza voler entrare nel dettaglio della normativa e di come si sia passati dal concetto iniziale di edificio ZEB (zero energy building), attraverso quello NZEB (near zero energy building) per arrivare a quello più plausibile e realmente applicabile dello NnZEB (near net zero energy building), proverò a descrivere il concetto che la norma stessa introduce, per lasciare poi l’approfondimento alla lettura del Decreto Legge a ciascuno dei lettori.

Molte sono le normative che si sono susseguite e che guardavano al risparmio energetico per gli edifici, la prima la possiamo individuare nella vecchissima ex legge 373/1976; sono passati 40 anni dall’introduzione del “benessere termo-igrometrico” che andava calcolato a corredo del progetto edilizio. Un concetto certo vecchio ma che era faceva un primo passo verso il calcolo del consumo energetico degli edifici, frutto di un’esigenza specifica, quella della crisi petrolifera e dell’austerity che imponevano di iniziare a pensare che si dovesse consumare meno energia proveniente da fossile per far funzionare gli edifici. Si è poi passati, dopo 15 anni, alla ex legge 10/1991 che prevedeva una evoluzione del calcolo dei consumi energetici degli edifici seguendo il complesso titolo “Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”, questa legge, rispetto alla precedente, mette una pietra miliare sul futuro delle politiche energetiche per il nostro paese ed interessa ovviamente anche il progetto edilizio, di cui deve essere a corredo. Si succedono a questa norma molte altre e cito il Decreto Ministeriale 37/2008 che si interessa ancora di tutti gli impianti che afferiscono al progetto edilizio ed introduce il concetto della progettazione e dotazione degli impianti legati alle energie rinnovabili; sono passati 22 anni dalla prima legge … prezioso tempo sprecato.

Ancora prima non dobbiamo dimenticare il passaggio fatto con l’introduzione della legge 192/2005 che porta alla ribalta nel nostro paese il tema dell’efficenza energetica.

Con questa miriade di leggi, norme, decreti attuativi si arriva fino appunto alla legge 63/2013 in attuazione della direttiva europea e che introduce il concetto molto importante e fondamentale della “prestazione energetica” degli edifici sia esistenti che di nuova costruzione.

Ma lo spartiacque vero e proprio in questo mare magnum di concetti ed obblighi normativi lo fa l’introduzione del Decreto Ministeriale del 26/06/2015 emanato dal Ministero dello Sviluppo Economico sui Requisiti Minimi e che affina la precedente legge ed individua i criteri di calcolo evidenziano e passando definitvamente all’aspetto “prestazionale” dell’edificio attraverso l’introduzione dei livelli di intervento.

In sintesi il decreto si applica in funzione della data di richiesta del titolo abitativo secondo le seguenti scadenze definite a livello nazionale:

– dall’1/10/2015 si applicano requisiti prestazionali  “intermedi”, coerentemente con quanto previsto dalla Direttiva 2010/31/UE;

– dall’1/1/2019 per gli edi ci pubblici si applicano i requisiti prestazionali “finali”;

– dall’1/1/2021 i requisiti prestazionali “finali” andranno applicati anche agli edifici privati.

È nell’ambito di questo Decreto che vengono espressi i concetti per l’edilizia del futuro ovvero: gli edifici nuovi o soggetti a ristrutturazioni importanti dovranno essere “edifici a energia quasi zero” o meglio NZEB. Sono poi le Regioni, all’atto del recepimento della normativa, che hanno la facoltà di modificare in senso restrittivo la normativa nazionale, per esempio anticipando le date di entrata in vigore dei livelli “finali” sulle varie categorie di appartenenza degli edifici. Con NZEB si caratterizza un edificio capace di un bilancio fra energia consumata ed energia prodotta prossimo allo zero.

 

(di Daniele Arch.Menichini)

 

 

 

 

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