Pillole di tecnologia costruttiva

La “seconda pelle” degli edifici.

La storia della facciata ventilata ha origine nei paesi del nord europa quando si pensò a trovare una soluzione che fosse necessaria a proteggere dall’acqua e dall’umidità le costruzioni in legno. I primi edifici a sperimentare la tecnica rudimentale della “seconda pelle” furono i fienili, che ancora prima delle abitazioni dovevano proteggere anche le fonti di sostentamento degli animali e di conseguenza dell’uomo, venne così sperimentato un sistema capace di drenare e ventilare i muri perimetrali portanti.

Gli studi più specifici sulla tecnologia della facciata ventilata ebbero origine nel secondo dopoguerra a conferma della teoria che esporre agli agenti atmosferici gli edifici in muratura. in cemento o in pietra, porosi per natura, fosse sempre controproducente a causa dell’assorbimento dell’umidità, causa delle maggiori problematiche di resistenza e manutenzione.

Fu così che nel 1952 si arrivò alla prima vera e propria sperimentazione tecnologica nel settore delle costruzioni con l’Alcoa Building di Pittsburg, 30 piani di rivestimento in alluminio, ma fu dall’inizio degli anni 80 che il sistema della seconda pelle inizia a prendere corpo ed a guardare anche agli aspetti del risparmio energetico, sperimentando varie tipologie di soluzioni legate anche alla tipologia costruttiva degli edifici, tutte basate in estrema sintesi su un sistema di montanti e ganci in metallo necessari ad ancorare il rivestimento all’edificio lasciando una camera d’aria tra i due elementi ed introducendo spesso anche un isolamento termico supplementare per migliorare la prestazionalità.

La facciata ventilata di fatto consente si di proteggere l’edificio e la struttura portante dagli agenti atmosferici, ma si rivela estremamente importante per la gestione climatica degli edifici stessi ovvero agisce su minore necessità di frigorie per il raffrescamento degli edifici nel periodo caldo e su minore necessità di calorie per il riscaldamento durante il periodo invernale, agendo sulla limitazione dello scambio termico tra interno ed esterno e viceversa.

Dietro a questo presupposto basilare si deve intervenire con specifici calcoli dei pacchetti verticali degli edifici risolvendo il problema della riduzione o eliminazione dei ponti termici attraverso la realizzazione di sistemi di isolamento continuo, il problema della protezione e preservazione dell’isolamento che, come detto prima, deve essere calcolato per essere efficace e che non influenza la possibilità di realizzare il sistema ventilato in qualunque spessore.

Principalmente il grande vantaggio che si ottiene è quello di un comfort abitativo di elevata qualità attraverso un ottimo abbattimento dell’inquinamento acustico, l’eliminazione di ristagli e condense dai punti di giunto aperto e la permeabilità al vapore.

La tecnologia della seconda pelle degli edifici ha subito negli ultimi anni una grande evoluzione proprio perché è entrata a pieno nella qualifica di soluzione bioclimatica e sostenibile sia nella progettazione di nuovi edifici sia nella ristrutturazione degli edifici esistenti; non è tanto il sistema di fissaggio o isolamento che ha fatto passi da giganti ma soprattutto la disponibilità di finiture superficiali esterne ad alto valore estetico e prestazione tecnologica, con sensibili riduzioni dei costi di applicazione anche per piccoli interventi.

 

(di Daniele Arch.Menichini)

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