La gestione dei rifiuti

La gestione dello smaltimento dei rifiuti solidi rappresenta una delle sfide più complesse nelle politiche di salvaguardia ambientale delle nostre città. Nonostante siano state promosse innumerevoli strategie di gestione della questione, ogni anno, nel mondo, ogni persona produce in media 650 chili di scarti (con una netta incidenza dei paesi occidentali). La metà è rappresentata da rifiuti urbani (quelli prodotti dalle famiglie), mentre l’altra metà riguarda i rifiuti cosiddetti speciali, provenienti cioè da attività industriali e produttive.

Anche se non esistono stime univoche, complici la crescita della popolazione mondiale e lo sviluppo economico (oggi particolarmente accentuato nei cosiddetti paesi Bric, Brasile, Russia, India e Cina), nel giro dei prossimi 10-15 anni si potrebbe arrivare a un aumento di questa produzione anche del 50%.

 

La situazione appare del tutto preoccupante, soprattutto alla luce del fatto che, sempre secondo stime ISWA (International Solid Waste Association), circa la metà della popolazione mondiale (3,5 miliardi di persone), non ha accesso ai più elementari servizi di gestione rifiuti. Ragione per cui ogni anno montagne (letteralmente) di rifiuti vengono prodotte e abbandonate, con danni ambientali e sanitari spesso irreparabili. Annualmente di questi circa 4 Miliardi di Tonnellate di rifiuti prodotti ne vengono raccolti, mediante un processo organizzato, solo 2,75 Miliardi. Il problema, che sembra essere sempre più consistente con la pressante industrializzazione e l’addensamento nei poli urbanizzati, rischia di sfociare in una vera questione ambientale di proporzione globale. Diviene sempre più necessario che ogni persona comprenda profondamente la questione ed il rischio a cui stiamo andando in contro, realizzando che il ricorso all’uso di discariche ed inceneritori non sono la soluzione al problema.

Congiuntamente al problema gestionale, infatti, sono molteplici le problematiche sanitarie correlate allo smaltimento dei rifiuti. L’incenerimento dei residui urbani rappresenta infatti il 12% delle emissioni mondiali di metano e il 5% della produzione totale di gas serra. Oltre che all’ inquinamento diretto, la loro eliminazione comporta un innalzamento vertiginoso delle sostanze di scarto che nonostante le migliori attenzioni tecnologiche, contribuiscono all’inquinamento del nostro pianeta. Si tratta quindi di comprendere che questo problema non può essere risolto esclusivamente dalla comunità scientifica e dalle amministrazioni ma deve essere, in primo luogo, risolto dalla popolazione. Si tratta quindi di adoperarsi mediante l’intervento diretto sulle nostre pratiche quotidiane, operandosi non solo nel rispettare le buone norme di smaltimento, quanto nel promuovere questa visione a chi ancora non comprende il problema. La quantità di rifiuti che generiamo è strettamente legata ai nostri modelli di consumo e di produzione.

 

Il gran numero di prodotti immessi sul mercato costituisce un’altra sfida. Anche i cambiamenti demografici, ad esempio l’aumento del numero di famiglie composte da un solo individuo, incidono sulla quantità di rifiuti che generiamo (ad esempio imballaggio di prodotti in unità più piccole). Secondo la Banca Mondiale, lo smaltimento dei rifiuti urbani attualmente costa alle comunità circa 205 miliardi di dollari all’anno, una cifra che, nel giro di 10-15 anni, potrebbe addirittura raddoppiare. Già da ora la gestione dei rifiuti è una delle voci di costo più pesanti nei bilanci delle amministrazioni pubbliche e continua a crescere con l’aumentare della popolazione. E’ necessario, quindi, intervenire mediante una “gerarchizzazione dei rifiuti” per stabilire un generale «ordine di priorità» nella corretta gestione degli scarti. In testa alla gerarchia figura la prevenzione, ossia tutte quelle misure che riducono la produzione della quantità di scarti. In quest’ottica un ruolo attivo viene svolto dal riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita o il loro reimpiego.

Viene poi il riciclaggio, ossia il recupero meccanico e chimico attraverso cui i materiali di rifiuto sono modificati per ottenere nuovi materiali. Segue poi il recupero, ovvero quella procedura i il cui principale risultato risulta essere quello di salvaguardare ed evitare lo spreco energetico. Vi è infine lo smalitmento che consiste in qualsiasi operazione non possa rientrare nelle precedenti soluzioni ma che deve necessariamente ricadere nell’ultima alternativa operabile. Per ovviare al problema della gestione dei rifiuti, nonostante resti sempre più necessario promuovere un sistema in grado di minimizzare la produzione di scarti, è fondamentale che la società si muova per affrontare in modo consapevole la questione. La buona educazione e la buona norma in materia, sono i principali metodi per porre un rimedio sostanziale a questa pericolosissima questione.

 

(di Lorenzo Arch.Bagnoli)

 

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