Lo spazio urbano come rinascita sociale

«La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità» (Nikola Tesla 1856 – 1943, inventore e fisico)

Uno degli obiettivi della progettazione moderna è quello di porre grande attenzione al tema della ricomposizione formale e funzionale delle aree di intervento, alle relazioni al suo contorno e alla completa fruibilità dell’area, utilizzando un linguaggio architettonico che nasce dalla reinterpretazione degli elementi naturali del luogo e dalla volontà di rendere il nuovo intervento riconoscibile e allo stesso tempo integrato in tutte le sue parti.

 

Un esempio di rinascita sociale attraverso lo studio e la pianificazione urbana è quello di Belgrado, capitale della Serbia, attraverso interventi mirati e contestualizzati nelle varie parti della città. La “città bianca” (questo il significato del suo nome originale, Beli Grad), fu bombardata dalle forze aeree della NATO durante la guerra del Kosovo nel 1999 subendo danni considerevoli; oggi esibisce con orgoglio i monumenti gloriosi e le ferite recenti. Vista da lontano rivela tasselli rotti e parti mancanti, ma è dai solchi che emergono i disegni precedenti e le nuove ambizioni.

Dai bastioni della cittadella di Kalemegdan alle alberate aree del quartiere Vračar, ampi spazi verdi si innestano in un tessuto urbano diversificato. Tali aree giocano un ruolo importante nella società serba, non solo come spazi di ristoro durante l’estate, ma anche come posti dove la gente può dimenticare lo stress della routine quotidiana e trovare un po’ di pace: obiettivo è dunque quello di far emergere una nuova coscienza ambientale, sociale ed urbanistica, più attenta alla progettazione degli spazi aperti e ad una considerazione più critica del territorio extraurbano.

Sulla base di analisi della vita pubblica e dell’uso degli spazi comuni sono state inoltre formulate delle strategie per lo sviluppo di un’area lungo la riva del fiume, atte a creare un nuovo contesto urbano capace di diventare parte integrante della città e di ridisegnare il waterfront lungofiume; il progetto “Beograd Na Vodi”, investimento da 3,1 miliardi di euro su una superficie di 90 ettari, intende trasformare Belgrado in una capitale europea con un’identità unica e riconoscibile. Attraverso tale intervento si prevede la realizzazione di nuove strutture ricettive (ristoranti, centri benessere, hotel, etc…) parallelamente a centri culturali e sociali di grande interesse oltre a nuove aree sportive. Sono inclusi nel progetto anche la realizzazione di 62.000mq di scuole, 242.000mq di aree a verde pubblico oltre alla creazione di zone residenziali sottoforma di social housing; dunque il progetto “Belgrado sull’acqua” promette di porre fine a un’impressionante serie di tentativi falliti di riqualificazione pensati ed ideati senza una chiara e precisa pianificazione urbanistica, realizzando stavolta un nuovo centro urbano completamente ridisegnato lungo il fiume Sava.

 

Tutto ciò tende a dimostrare che dialogando e ascoltando la natura e lo spazio, si deve cercare di istituire uno stretto dialogo che porti ad una dualità compartecipante allo sviluppo progettuale; spazio inteso come unione fra uomo e natura, legati assieme dal tempo che ne scandisce sviluppo e crescita. Si cerca in tal modo di cogliere l’essenza intrinseca delle tracce che il tempo ha lasciato sul luogo, trasformandole e traducendole attraverso la propria sensibilità e il proprio spirito in realtà concrete e tangibili.

 

(di Angelo Arch.Lanzetta)

 

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