Natura Città

Il processo evolutivo dell’uomo e stato più rapido e veloce delle altre specie viventi sul nostro pianeta;o ra il nostro stadio evolutivo è arrivato sulla soglia di un’importante e fondamentale scelta.

Se non riusciremo a capire che la chiave della nostra esistenza futura va ricercata nella tutela e comprensione della natura e del paesaggio, di cui noi stessi siamo parte, il nostro futuro sarà inevitabilmente compromesso a causa dello sfruttamento delle risorse e dall’impossibilità di rinnovarle.

Non abbiamo ancora ben capito che solo la valorizzazione e la tutela della natura e dei suoi complessi processi biologici, potranno aiutarci al raggiungimento di importanti traguardi per la nostra salute e per il nostro habitat.

Assistiamo ogni giorno alla distruzione di alberi e foreste, all’inquinamento dell’atmosfera e dell’acqua, senza riuscire a fare nulla di concreto per impedirlo.

Non dimentichiamo che ogni uomo ha il dovere di assicurare ai propri discendenti un futuro migliore e questo non può assolutamente essere fatto distruggendo la natura o continuando a sprecare suolo.

Certo è anche importante capire che la dinamica di tutela della natura, dell’ambiente, delle risorse e del suolo non può andare nella direzione solo dell’immmobilismo e del conservatorismo perchè nella maggior parte dei casi si dovrò operare con il recupero e la rigenerazione.

Fa parte del tema della rigenerazione anche quello dell’inserimento di aree verdi negli abitati urbani oltre a quello del taglio e piantumazione delle alberature in modo controllato.

Alberi e foreste svolgono una importantissima funzione, spesso dimenticata, contribuiscono infatti a purificare l’aria che respirano e emanando ossigeno e assorbendo anidride carbonica dall’atmosfera.

L’albero è quindi prima di tutto un filtro che ci permette di respirare aria pulita e sappiamo che lo fa attraverso la fotosintesi, trasformando l’acqua e l’anidride carbonica in ossigeno semplicemente utilizzando l’energia proveniente dai raggi solari che colpiscono le sue foglie.

Ogni albero produce in media 20-30 litri di ossigeno al giorno, e solo gli alberi producono ossigeno, se consideriamo che ciascuno di noi necessita in media di 300 litri di ossigeno al giorno per vivere sano è presto fatto il conto di quanti alberi ognuno di noi avrebbe bisogno.

La popolazione mondiale consta attualmente in circa 6,3 miliardi di abitanti.

Gli alberi ci restituiscono l’ossigeno che l’inquinamento ci toglie e la civiltà moderna vive sempre più in ambienti inquinati; dal 1950 ad oggi l’attività umana ha rilasciato all’atmosfera più di 200 miliardi di tonnellate di carbonio e l’anidride carbonica, da esso derivata, ha raggiunto livelli mai visti in precedenza.

Distruggere le foreste significa diminuire le risorse di ossigeno del pianeta e rendere l’aria sempre più irrespirabile.

La natura nel donarci la vita ci ha fornito anche la chiave della soluzione dei nostri problemi, ora sta a noi non disperdere questo patrimonio.

Sconvolgere l’equilibrio ecologico – biologico del pianeta annientando specie animali e disboscando intere foreste non può significare altro che anticipare la nostra stessa fine.

Negli ultimi 50 anni di vita più del 50% della superficie terrestre ricoperta dalle foreste pluviali, unico grande polmone di ossigeno del pianeta, è andata distrutta e con essa sono scomparsi un gran numero di insetti, animali e piante, portandoci via per sempre i segreti della loro vita, codici esistenziali che non riavremo mai più.

L’agricoltura intensiva e indiscriminata che spinge alla maggior produzione possibile togliendo terreno ai boschi, diffondendo l’uso incontrollato di pesticidi e fertilizzanti, riduce gli spazi vitali degli animali selvatici, porta al decadimento della flora e fauna delle nostre campagne, rende l’ambiente meno sano e vivibile anche per l’uomo.

L’abbattimento indiscriminato di alberi, per ricavare legname, l’edilizia selvaggia e incontrollata, che brucia intere foreste per ottenere spazi edificabili, stanno creando danni incalcolabili.

Ora non abbiamo più il tempo di preoccuparci senza far nulla, dobbiamo agire; facciamo in modo che questo non avvenga, difendiamo i nostri alberi e le nostre foreste, ricordandoci che anche nel processo di recupero e rigenerazione delle città si deve pensare a creare polmoni verdi nelle zone centrali congestionate magari spostando i volumi edificati in aree limitrofe e periferiche, questa è forse l’esatto concetto di “spreco di suolo zero” molto più appropriato rispetto al “consumo di suolo zero”.

 

(di Daniele Arch.Menichini)

 

 

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