Pillole di bioclimatica

IL TETTO VERDE, NATURA E TECNOLOGIA SI INCONTRANO.

Progettare nuovi edifici nelle città e progettarli utilizzando i concetti della bioclimatica è molto importante e tra le tecnologie e soluzioni costruttive che abbiamo a disposizione troviamo quella legata all’utilizzo delle coperture verdi o più comunemente detti giardini pensili e il cui impatto sull’ambiente va ben oltre quella meramente estetica di rendere gradevole la vista di una copertura dall’alto del vicinato.

Storicamente certo la costruzione di edifici con coperture verdi non è proprio quella tradizionale del nostro paese ed è più una scelta che è sempre stata fatta nei paesi molto freddi o molto caldi ed in cui non avendo un clima mite è più frequente ricorrere a queste soluzioni progettuali che in sostanza sono basate sull’utilizzo di una stratificazione di terre e inerti su una barriera impermeabile che permette di realizzare delle coperture relativamente ben isolate, protette dall’aria, dall’acqua, resistenti al vento ed al fuoco.

Quali sono i vantaggi dell’utilizzare un tetto verde? Proviamo a vedere per esempio quello ambientale. Il tetto verde è in gradi di assorbire notevolmente il calore conseguente all’irraggiamento solare, favorendo la limitazione dell’utilizzo dei sistemi di raffrescamento meccanici, con il conseguente risparmio di consumi energetici.

Le piantumazioni, che devono essere accuratamente studiate, consentono di filtrare le polveri sottili che si trovano nell’aria, riducendo gli agenti inquinanti ed eliminando le particelle in sospensione nell’aria e l’anidride carbonica. le forti piogge che colpiscono gli ambienti urbani hanno sempre più spesso difficoltà ad essere evaquate dai terri alla rete fognaria, spesso inadatta a sopportare i carichi di acqua concentrati, causando allagamenti e difficoltà anche di circolazione, ebbene, una superficie sufficiente di giardini sospesi aumenta considerevolmente l’assorbimento dell’acqua pluviale, trattenuta dalla terra e dall’apparato radicale di cusi sono fatti, alleggerendo la rete fognaria e favorendo il lento rilascio, si calcola che tra un normale tetto ed un tetto verde si possa dimezzare il carico d’acqua della metà. Il tetto-giardino in città ha inoltre l’effetto di ridurre la creazione di isole termiche o di calore riducendo grazie, alla vaporizzazione prodotta dalle piantumazioni, sensibilmente la temperature dell’atmosfera, con grande beneficio per l’ambiente e per la vivibilità, per fare un esempio in termini di risparmio energetico l’abbassamento di 1 grado della temperature esterna superficiale riduce del 5% la necessità di energia per la climatizzazione ed il reffrescamento degli edifici.

I tetti verdi offrono un buon isolamento acustico nell’ambiente urbano riducendo sia l’effetto della trasmissione del suolo ed aumentando l’assorbimento dei rumori, migliorando quindi facilment il comfort acusti degli edifici che lo hanno e di quelli che lo circondano.

L’aspetto del miglioramento del comfort abitativo ed urbano di un tetto verde non si llimitano quindi solo a quelli che potrebbero essere legati al risparmio energetico o di altre risorse, ma possono avere anche una notevole importanza per altri aspetti, pensiamo infatti a quello sociale del realizzare un giardino-pensile adibito a giardino credando un isola verde in aree in cui non possono esserci parchi, o a quello per esempio di diventare un orto urbano dove coltivare il proprio cibo riducendo così i costi di trasporto delle verdure dalle campagne, infine non tralasciamo quello della biodiversità e quello del diventare un isola in cui anche la fauna può trovare un punto di sosta.

Il comfort abitativo e la città del prossimo futuro, pensati nell’ottica della rigenerazione urbana dei tessuti consolidati e degradati è molto importante e fortunatamente molti paesi lo hanno capito e lo stanno favorendo, anche introducendone l’obbligo per norma nei progetti che riguardano il recupero della città, c’è da dire che in realtà anche la norma italiana lo prevederebbe, ma cole al solito il suo non essere cogente lascia la scelta alla sola sensibilità del progettista e del committente, senza trascurare che il maggior investimento per la scelta di questa soluzione progettuale sarebbe, come al solito, compensata in termini di leva fiscale nell’ambito della detrazione del 65% ed in termini di riduzione degli oneri di urbanizzazione.

La tecnica costruttiva storica che era all’origine dei etti verdi partiva dalla stesura di unp strato di corteccia di betulla sulla quale si stendevano poi le zolle di terra, dando allo corteccia la funzione di barriera impermeabile ed alla terra quella di tenere ferma la cortezzia, niente di più e niente di meno fino af arrivare all’evoluzione dei famosi giardini di Babilonia in cui oltre la terra si iniziò ad usare la vegetazione, cambiando anche l’utilizzo.

Le tecniche contemporanEe sono ovviamente meno empiriche e pratiche e sono diventate oggetto di studi particolari che hanno portato anche alla possibilità di misurare il risultato e l’effetto sia sull’edificio che sull’ambiente. Sinteticamente le coperture verdi moderne si compongono di quattro elementi., oltre al supporto statico del solaio, ovvero una membrana di tenuta stagna, uno strato di drenaggio e di filtraggio, un substrato di crescita ed uno strato vegetale cje privilegia la scelta di piante indigene adatte ad ogni luogo specifico in quanto più resistenti alle temperature di quell’ambiente e che rapidamente copriranno le superfici di suolo pensile per ridurne il prosciugamento dall’azione de sole e del vento, le piante hanno anche il vantaggio di lasciare poco spazio per le erbacce e di ridurre la manutenzione.

 

(di Daniele Arch.Menichini)

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