Lo studio solare e le mappe d’ombra

Nella prima parte abbiamo introdotto sommariamente l’importanza dello studio solare e della redazione di mappe di ombra. Quali sono, in ultima istanza, i motivi per cui queste analisi rivestono una così fondamentale importanza? Le ragioni risiedono nel corretto uso dell’energia solare gratuita tramite l’impiego di semplici criteri progettuali bioclimatici.

In un clima temperato come quello presente alle nostre latitudini, il corretto orientamento delle superfici finestrate, le conformazioni geometriche dell’edificio atte a creare zone di ombra, e il dimensionamento delle masse murarie permettono ad un fabbricato di poter coprire gran parte del comfort richiesto senza l’utilizzo di impianti per la produzione di calore o di raffrescamento. La giusta impostazione di queste variabili avviene fondamentalmente tramite l’applicazione di principi semplici che, come già rimarcato nelle precedenti pillole di bioclimatica, affondano la loro origine nella tradizione costruttiva delle architetture mediterranee che scaturivano spesso dalla necessità di trovare soluzioni pratiche a problemi di comfort utilizzando i pochi mezzi a disposizione. Dando uno sguardo a come sono costruite le città odierne, si può notare come, sopratutto prendendo in considerazione gli edifici  del boom edilizio degli anni ‘60 fino agli ‘80, questi disegnino una conformazione urbana dettata esclusivamente da necessità volumetriche e presentino pacchetti murari di facciata che superano raramente i 25 cm, mentre gli infissi sono dotati nella maggioranza dei casi del solo vetro semplice. Questi elementi configurano da soli un edificio definito “energivoro” al quale si rendeva necessario affiancare un impianto (spesso centralizzato) che garantisse i minimi di comfort; non è un mistero che oltre l’80% del patrimonio edilizio italiano è in classe energetica G.

Pensiamo quindi a quanta energia si debba ricorrere per rendere puntualmente accogliente gli ambienti in un aggregato urbano, e quanta CO2 di risulta ne consegue. Questo paradigma va cambiato; proiettandosi nel futuro per arrivare a preservare un ambiente che, in alcuni casi ormai è prossimo al collasso, dobbiamo garantirci una sostenibilità dell’abitare e di altri fattori di carico inquinante quali i trasporti. Per questo ritornare alla corretta lettura dell’ambiente modificando e costruendo in modo eco sostenibile  è imprescindibile se vogliamo preservare l’ambiente e quindi la nostra permanenza su questo pianeta nelle modalità consolidate dai millenni.

Ritornando a riflettere sugli orientameti delle superfici di involucro si può dimostrare che, con l’applicazione dei giusti criteri, si arriva ad abbattere  di 5° C la temperatura all’interno di un alloggio nei mesi più caldi dove la temperatura esterna arriva a toccare, alle nostre latitudini, i 34°C. Viceversa si arriva a raggiungere piuttosto facilmente i 18° C ed oltre interni nei mesi freddi, per cui la soluzione impiantistica che andremo a valutare dovrà semplicemente aggiungere o togliere pochissimi gradi di temperatura (2/3) all’ambiente vissuto, ed il risultato si potrà anch’esso ottenere tramite lo sfruttamento di fonti rinnovabili.

 

(di Sergio Arch.Bini)

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